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Il Forum Parlamentare di Sicurezza e Intelligence a Bucarest

Per la prima volta, la Romania ospita la 22esima edizione del Forum Parlamentare di Sicurezza e Intelligence, con l’impressionante partecipazione di parlamentari provenienti dalla maggior parte dei continenti, di esperti, membri delle forze armate, imprenditori e membri del corpo diplomatico.

Per due giorni, Bucarest è stata in prima linea nel dialogo riguardante la sicurezza e la stabilità regionale, nell’ambito della guerra in Ucraina.

Nell’intervento tenuto, ho sottolineato come, dopo anni di sforzi, siamo riusciti a organizzare quest’edizione che unisce 400 partecipati on-site e moltissimi altri on-line, parlamentari, esperti, militari e imprenditori provenienti da 40 paesi da tutto il mondo, e che contribuisce attivamente alla costruzione di un mondo migliore, in un contesto geopolitico d’importanza maggiore.

Le provocazioni internazionali in materia di sicurezza e il contesto geopolitico dinamico impongono un approccio sistematico e multisettoriale da parte di tutti gli attori implicati nell’architettura della sicurezza, con l’intento di seguire da vicino gli interessi e gli obiettivi nazionali, rispettando con certezza i valori e i principi fondamentali che li definiscono.

Come per i membri dell’Unione Europea, i valori nazionali sono totalmente Europei e sono espressi attraverso le caratteristiche e gli attributi costituzionali dello stato, proteggendo valori come lo stato di diritto, l’identità nazionale e non ultimo tramite un’economia solida e competitiva che pur registra ultimamente deficit importanti, nonché come membri dell’Alleanza Nord Atlantica, c’impegniamo pienamente nel rafforzamento del versante Orientale della NATO e in questo senso la Romania ha dimostrato costantemente le sue qualità e capacità di alleato di fiducia nella zona.

Gli impegni presi tramite trattati e convenzioni sono stati attentamente applicati, rispettando così i principi di disponibilità, responsabilità e non ultimo di continuità.

L’ambito d’azione strategica si trasforma continuamente e le minacce sono diventate sempre più differenti e volatili.

L’avanzamento tecnologico ci espone frequentemente a minacce sempre più complesse e gli attori internazionali hanno l’obbligo di manifestare abilità crescenti, innovative e una robusta resilienza di fronte a minacce che appaiono su molteplici fronti.

Le minacce cibernetiche sono già sull’agenda di molte istituzioni, poiché minano la fiducia nei governi e negli stati, e inoltre implicano in ambito normativo costi rilevanti.

Le tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, le automatizzazioni e i computer con alte prestazioni/quantum computing, implicano ugualmente uno sforzo economico importante.

Un altro aspetto che non va ignorato riguarda la stabilità della sicurezza, in presenza di abbondanti dati e informazioni e la loro gestione efficiente, in grado di fornire maggiori opportunità alla comunità d’intelligence. La loro raccolta, elaborazione e diffusione svolta al meglio, può aiutare la comunità d’intelligence a raggiungere con efficienza gli obiettivi d’interesse.

La disinformazione è un fenomeno sempre attuale e la sua gestione si dimostra spesso difficile ma non impossibile, poiché una collaborazione leale ed efficace ne sono l’antidoto.

Allo stesso modo, la migrazione clandestina e il traffico di persone sono punti deboli della sicurezza nazionale e di quella internazionale soprattutto adesso, durante gli eventi che si svolgono nelle nostre immediate vicinanze.

I servizi d’intelligence hanno dato da molto prova di maturità, riuscendo in breve tempo ad adattarsi ai bisogni attuali di sicurezza, fornendo competenza e materiali necessari a motivare le decisioni dei decisori, mentre la costruzione di un Servizio moderno adeguato ai bisogni attuali è di principale interesse.

Non ultima, la guerra in Ucraina rappresenta, prima di tutto, un attacco contro la pace, la libertà, la democrazia e i diritti, contro le libertà protette dal diritto internazionale e dai trattati costitutivi della NATO e dell’Unione Europea che, insieme al carattere criminale d’aggressione immotivata, illegale e ingiustificata della Russia, crea opportunità anche per le reti criminali.

L’approccio unitario al pericolo dimostra che siamo uniti e che facciamo tutto il possibile per gestire le minacce, rispettando il principio della distribuzione proporzionale della forza di risposta, dove e quando si renda necessario.

Allo stesso modo, è necessaria che l’integrazione urgente di Ucraina e Repubblica di Moldavia nell’Unione Europea si realizzi in breve tempo, e la Romania sostiene questo processo, con sforzi già evidenti.

A conclusione, ho terminato parlando dell’approccio pragmatico della comunità internazionale, fenomeno questo che costituisce una prova della collaborazione leale tra le nazioni, in cui tutti s’impegnano in favore della pace, così tanto necessaria per costruire un nuovo mondo più buono, nel rispetto dei principi democratici.

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